Archivi del mese: maggio 2012

Il testo del ddl lavoro uscito dal Senato

SENATO DELLA REPUBBLICA
3249 – XVI – Alla Camera
Attesto che il Senato della Repubblica,
il 31 maggio 2012, ha approvato il seguente disegno di legge,
d’iniziativa del Governo:
Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in
una prospettiva di crescita

Art 1.
(Disposizioni generali, tipologie contrattuali
e disciplina in tema di flessibilita` in uscita
e tutele del lavoratore) Continua a leggere

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in documenti

Semipresidenzialismo: è un scelta opinabile, ma tutta politica, non ci si nasconda dietro la tecnica che, volendo, avrebbe già anche quella soluzione pronta e matura

di Stefano Ceccanti

Dal volume “A colloquio con Dossetti e Lazzati”, intervista di L. Elia e P. Scoppola 19/11/1984, Il Mulino, Bologna, 2003, pp. 64-65
Dossetti: “Lì (al monastero passionista al Celio, alla prima riunione informale dei costituenti dc – NdA) si considerò anche la possibilità di una Repubblica presidenziale..Fu bloccata da De Gasperi con un ragionamento, essenzialmente di garanzia, nei confronti del Partito Comunista: se facciamo le elezioni su un nome solo, poniamo il nome di Nenni, disse, sostenuto dal Partito Comunista, passano. E da quella presunzione lì derivò poi tutto l’eccessivo garantismo della Costituzione” Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in documenti

Riforma costituzionale: a questo link il testo approvato ieri sera

http://www.ceccanti.ilcannocchiale.it/

Lascia un commento

Archiviato in diario

Riforma costituzionale

Per ciò che concerne la riforma costituzionale la I Commissione dovrebbe concludere i lavori stasera. Non sono previste novità sostanziali se non sul procedimento legislativo.
Il testo definitivo sarà disponibile domani.
Qui sotto il testo entrato in Commissione del relativo emendamento: Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in diario

Nuovo numero di Qdr

On line il n. 63 di qdR magazine, il webzine dei riformisti italiani.

Il modello francese vale la pena di Francesco Clementi
L’originalità di Ed Miliband di Paolo Donadio
Gli strateghi del Pd di Dario Parrini
La road map semipresidenziale di Claudio Petruccioli
D’Alema e il semipresidenzialismo immaginario di Gianfranco Pasquino
Chi occupa le nuove praterie politiche? di Antonio Preiti
Licenziare nel pubblico (volendo) si può di Patrizio Caligiuri
La sfida dell’e-democracy di Lucandrea Massaro
Operazione verità per Brescia di Federico Cancarini
Democrazia? Democrazia! di Arturo Parisi

Lascia un commento

Archiviato in diario

Quello che penso in sintesi sulle riforme, report 165

Quello che penso in sintesi sulle riforme: scegliere un modello coerente e superare comunque lo status quo, che è il male maggiore
Report settimanale 165
21-27 maggio

1. Il peggiore scenario possibile è quello che mantiene in vita il Porcellum e che non riesce a intervenire sulla Costituzione: non solo perché delegittima radicalmente di fronte agli elettori le forze presenti in Parlamento ma perché, oltre a non ripristinare un rapporto tra eletti ed elettori, spinge a ripetere coalizioni eterogenee capaci di vincere le elezioni ma che crollerebbero qualche settimana dopo. Ci possiamo permettere un nuovo Governo tecnico per disperazione dopo una breve parentesi politica post-elettorale? Dovrebbe essere un dovere di tutti evitare questo rischio di tenuta del sistema.
2. Esisteva (ed esiste) uno schema di riforma che ha i voti per essere approvato: riduzione dei parlmentari, prima differenziazione del bicameralismo, Governo del Primo Ministro modellato sul testo costituzionale tedesco. È quello che si approva intanto domani in Commissione Affari Costituzionali. Esso si abbina naturalmente ad una precisa riforma elettorale: il sistema ispano-tedesco metà in collegi uninominali e metà su lista, con soglia di sbarramento nazionale e assegnazione dei seggi in circoscrizioni tali da garantire una sovrarappresentazione per le forze maggiori. Usa gli uninominali ma nazionalizza le elezioni intorno a grandi forze politiche, che esistono o che sono comunque incentivate dalla sovrarappresentazione. L’importante è che le circoscrizioni della Camera siano almeno una quarantina, in modo da determinare un effetto maggioritario analogo a quello del Senato, dove sono necessariamente 20 per Costituzione. Una simmetria peraltro necessaria se non vogliamo rischiare maggioranze diverse. E’ lo schema serio su cui Violante aveva impostato la sua trattativa. Peraltro ci sono due testi depositati qui al Senato che lo traducono in modo coerente:
quello di Saro del Pdl http://www.senato.intranet/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=16&id=304993;
e quello mio
http://www.senato.intranet/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/37885.htm
3. Il Pdl ha controproposto un altro schema, che riprende per intero il sistema semipresidenziale francese, secondo la proposta costituzionale Calderisi che trovate qui: http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0055930.pdf e che si sposa col doppio turno di collegio. In realtà la proposta di Calderisi riprende il testo di Cesare Salvi alla Bicamerale D’Alema, aggiornata alla riforma francese del 2000 (quinquennato presidenziale e precedenza di poco delle presidenziali sulle legislative). A mio avviso andrebbe integrata da una norma draconiana sull’ineleggibiltà di chi ha conflitti di interesse (le elezioni dirette vanno sempre regolate in modo molto rigido) e dal principale contropotere tipico della Francia, il ricorso preventivo diretto di minoranze parlamentari alla Corte costituzionale, ma per il resto potrebbe funzionare senza ulteriori modifiche. Ovviamente, trattandosi di una riforma più incisiva di quella concordata, si può prestare ad una sola vera obiezione: si voterebbe di corsa e per farla entrare in vigore subito avrebbe bisogno secondo l’articolo 138 dei due terzi, quindi con la convergenza almeno delle forze che sostengono il Governo (non essendo immaginabile uno schema a maggioranze variabili), senza un referendum popolare di approvazione. Si può obiettare in modo fondato sulla asimmetria tra profondità dell’innovazione e mancato passaggio popolare. Ovviamente l’obiezione fondata può trovare controrepliche: l’articolo 138 sarebbe comunque rispettato e le forze politiche si assumerebbero comunque la responsabilità di superare subito il Porcellum. Però è un argomento serio, da tematizzare esplicitamente. Le altre obiezioni, invece, non sono risolutive, neanche quella sui tempi e non richiedono un analogo sforzo argomentativo: se ci sono più articoli da modificare si potrebbe lavorare anche d’agosto.
4. Possiamo quindi scegliere tra due alternative, entrambe migliori dello status quo: mantenersi dove siamo arrivati in Commissione, cosa non esclusa neanche dal Pdl, cioè Governo del Primo Ministro e sistema ispano-tedesco, o spostarci per intero sul modello francese. Non credo, invece, che sia oggi una soluzione quella di adottare il doppio turno di collegio e di abbinarlo al governo del Primo Ministro. Il sistema dei partiti a livello nazionale è troppo friabile e frammentato territorialmente: una competizione nei collegi senza un elemento di nazionalizzazione (il voto su lista con sbarramento anche nazionale secondo il sistema ispano-tedesco, l’elezione del Presidente in quello francese; alle nostre amministrative il doppio turno funziona benissimo ma è sul sindaco, sul vertice dell’esecutivo, non sui consiglieri) non produrrebbe risultati nazionali coerenti, ci porterebbe sì oggi alla III Repubblica, ma a quella francese, quella in cui c’era il doppio turno di collegio, ma la formazione delle maggioranze era difficilissima. In passato, quando si è parlato di doppio turno, c’erano comunque due partiti o schieramenti che sarebbero stati naturalmente i primi nella stragrande maggioranza dei collegi, c’era una naturale nazionalizzazione politica dell’elezione, ma oggi non sarebbe così, né il meccanismo in sé la incentiva.

Principali appuntamenti dei prossimi giorni

Oggi alle 18 alla sede nazionale del Pd intervento sull’assetto politico-istituzionale nel corso di formazione Pd Roma per cittadini immigrati e non solo

Da Martedì a Giovedì si lavora in Aula del Senato sulla riforma del mercato del lavoro e in Commissione sulla riforma costituzionale

Giovedì alle 18 partecipo a Piazza della Minerva 38 con Livia Turco, Massimo Livi Bacci, Nadia Urbinati e Carmine Donzelli alla presentazione del libro “Famiglia Italiana. Vecchi miti e nuove realtà” a cura di Claudia Mancina e Mario Ricciardi. Chi vuole partecipare deve scrivere entro oggi a:
info@fondazionenildeiotti.it

Lascia un commento

Archiviato in diario

Intanto a questo link il lavoro svolto dalla Commissione Affari Costituzionali

http://www.ceccanti.ilcannocchiale.it/

Lascia un commento

Archiviato in documenti