Archivi del mese: febbraio 2013

Elezioni e nuovo Qdr

1. elezioni

Giorgio Armillei su Landino http://www.landino.it/2013/02/grillo-come-l%e2%80%99algeria-del-1958/

Studi del Cattaneo http://www.cattaneo.org/it/pubblicazioni-menu/comunicati-menu

Studi del Cise (Dalimonte) http://cise.luiss.it/cise/

Studi di Demos (Diamanti) http://www.demos.it/

2. Nuovo Qdr

un mio pezzo sulle riforme elettorali e costituzionali urgenti

http://qdrmagazine.it/2013/2/28/92_ceccanti.aspx

e poi pezzi di:

Petruccioli http://qdrmagazine.it/2013/2/28/92_petruccioli.aspx

Fasano http://qdrmagazine.it/2013/2/28/92_fasano.aspx

Alberti http://qdrmagazine.it/2013/2/28/92_alberti.aspx

Martorelli http://qdrmagazine.it/2013/2/28/92_martorelli.aspx

Gaiani http://qdrmagazine.it/2013/2/28/92_gaiani.aspx

Lascia un commento

Archiviato in documenti

L’Istituto Cattaneo sulla frammentazione

ELEZIONI POLITICHE 24-25 FEBBRAIO 2013
Analisi dell’Istituto Carlo Cattaneo
Bipolarismo addio? Le famiglie politiche italiane negli ultimi 20 anni
L’Istituto Cattaneo ha esaminato l’andamento del voto alle principali aree politiche nelle elezioni
politiche appena concluse. I dati sono confrontati in un periodo storico compreso tra il 1996 e il
2013.
La cosiddetta seconda Repubblica, almeno sul piano elettorale, è nata sulle premesse del
consolidamento del bipolarismo. Sul piano nazionale questo dato, invocato attraverso la legge
elettorale ‘Mattarella’ e comunque ‘garantito’ sul piano della rappresentanza parlamentare dalla
legge Calderoli del 2005, pare non essersi consolidato. E in ogni caso ha subito una brusca battuta
di arresto alle elezioni del 2013.
Se osserviamo l’andamento del voto (in %) alle principali aggregazioni politiche-elettorali
come espresso sul piano nazionale, emerge chiaramente la difficoltà di concentrare l’ampia
maggioranza dei consensi attorno ai due poli principali, e in particolare su le due formazioni
che dovrebbero fungere da rispettivi pilastri.
Il dato nazionale indica che i due principali partiti nati dalle aggregazioni del 2007 e 2008, Partito
democratico (Pd) e Popolo della libertà (Pdl), e le forze politiche che in precedenza erano divise, ma
che hanno successivamente dato vita a detti partiti, hanno perso capacità di attrazione elettorale e
la concentrazione del voto ‘bipolare’ si è ridotta nel corso del tempo. Nel 1994 la forza
centripeta dei due principali partiti era in grado di convogliare circa i due terzi dei consensi
(64%9, fino al picco del 2001 sostanzialmente ripetuto nel 2008. Viceversa il 2013 ha fatto
registrare il punto più basso, inferiore di molto al 50% (47%) (Figura 1).
Le forze ‘terze’ a loro volta si sono mantenute stabilmente lontane dalla possibilità di insediare
l’’egemonia’ dei due aggregati/partiti bipolari. È stato così per la Sinistra che dal 2006 non riesce
ad attestarsi sui valori degli anni Novanta, e in generale ha raccolto nel periodo analizzato
l’8%.
La Lega Nord, partito più volte evocato come attore capace di scardinare il bipolarismo, non ha
superato il 6% in media e nelle ultime consultazioni è tornata ai livelli del 2001.
Un discorso simile vale per l’area di ‘Centro’, spesso composto da formazioni politiche che
miravano a spezzare la logica bipolare, definita ‘muscolare’ o ‘forzata’. Il valore medio raccolto si
attesta sul 6,5%, mentre il dato del 2013 è in linea con il valore raggiunto nel 1996.
Il dato rilevante, dal punto di vista sistemico, è il risultato conquistato dal M5s, comparato per
il passato con altre formazioni ‘populiste’, in particolare con l’Italia dei valori.
Come si evince dal grafico 1 quest’area rappresenta il nuovo ‘terzo polo’ rispetto al duopolio
precedente, avendo addirittura raccolto la maggioranza relativa dei consensi espressi.
Inoltre è possibile analizzare l’andamento del voto per le formazioni politiche attraverso una
differenziazione per aree geo-politiche, ossia aggregati territoriali.
Nord-ovest
L’area politica riferita all’attuale Pdl ha rappresentato la forza ampiamente maggioritaria in questa
zona. Tuttavia la forbice tra i risultati del Pdl e quelli del Pd si è nel corso del tempo ristretta,
passando da circa 10 punti percentuali nel 1996-2001 fino a poco meno di 4 punti percentuali nel
2008. Infine nel 2013 il rapporto di forze si è invertito appannaggio del Pd (+5,5%). Il quale
però conquista il podio più alto per ‘scomparsa’ dell’avversario e si attesta su valori in linea
con il 1996 (25%).
Il Movimento 5 stelle rappresenta la seconda forza politica nel 2013 (23,1%), mentre la LN,
sebbene in quest’area mai forte quanto nel lombardo-veneto, ha subito un forte tracollo, piazzandosi
dietro alle formazioni ‘centriste’. La Sinistra rimane l’ultimo attore quanto a forza elettorale non in
grado di invertire la tendenza negativa in atto sostanzialmente dal 1996 (Figura 2).
Zona ‘Bianca’
In questa area la dinamica degli equilibri tra le principali aggregazioni e forze politiche ha seguito
l’andamento registrato nelle regioni del Nord-ovest. La distanza tra Pd e PdL, forza di
maggioranza relativa, si è ridotta tra il 1996 (circa 9 punti percentuali) fino ad azzerarsi in
occasione delle elezioni politiche del 2008. Nel 2013 il Pd ha superato il Pdl che ha però raggiunto
il suo minimo storico, e anche il Pd ha conquistato la medesima percentuale del 1996.
L’area centrista, storicamente molto ben insediata in questa zona, ha raggiunto percentuali
superiori alla media nazionale ed ha fatto meglio della LN, che ha raccolto consensi molto lontano
dalle percentuali del 2008 (-13% nel 2013). Il M5s è il primo partito avendo ricevuto un quarto
dei consensi espressi, mentre la Sinistra è rimasta ampiamente sotto il 4%. (Figura 3).
Zona rossa
Le regioni ‘rosse’ mostrano un andamento in parte differente dei rapporti di forza elettorale rispetto
alle regioni settentrionali. Il Pd, forza egemone dell’area, è saldamente in prima posizione, ed ha
addirittura allargato il margine di distanza rispetto al Pdl (da +11 punti percentuali del 1996 a +18
punti p percentuali del 2013). Tuttavia la crescita del distacco con il Pdl nel 2013 è dovuta ad un
forte calo di consensi del partito di Berlusconi che ha perso in misura maggiore rispetto al Pd, esso
stesso in declino in confronto al 2008.
Il Movimento 5 stelle si è insediato al secondo posto, anche grazie all’erosione di consensi
proprio a danno del Pd (vedi comunicato Cattaneo ad hoc su flussi elettorali a Bologna per
esempio) a meno di dieci punti percentuali dal partito di Bersani. Viceversa la Lega Nord è tornata
nell’alveo dei consensi ricevuti in regione tra il 1996 e il 2006, lontana dal picco del 2008
quando il partito di Bossi si spinse oltre il Po (-3 punti percentuali).
Infine il Centro raccoglie sostanzialmente le percentuali del 1996, mentre la Sinistra, sebbene
ottenga un risultato solo leggermente maggiore rispetto al 2008 (+ 1 punto percentuale), non è
riuscita ad invertire la fase discendente anche nella zona i maggiore insediamento (-6 punti
percentuali rispetto al 1996) (Figura 4).
Sud
Nelle regioni meridionali il Movimento 5 stelle è il primo partito, mentre il Pd e il Pdl hanno
subito fortissime perdite (- 9 punti percentuali e -20 punti percentuali rispettivamente). La Sinistra,
probabilmente anche in virtù della presenza di candidati quali Nichi Vendola, è riuscita a cresce
rispetto al 2008 (+3 punti percentuali) ,ma non in grado di stabilirsi attorno ai valori medi del
periodo analizzato (8,3%). Simile dinamica per le formazioni di Centro che si attesta su valori
simili a quelli registrati nel 2006 (Figura 5).
In linea generale dall’andamento generale del voto per aggregati politici-elettorali si evince che le
due formazioni pivot delle coalizioni di centro-destra e centro-sinistra, Pdl e Pd, hanno subito un
duro colpo e non sembrano in grado di essere i pilastri del bipolarismo italiano inaugurato, almeno
nelle intenzioni, dal 1994 in poi. Certamente il dato del 2013 rappresenta solo un punto intermedio e
in futuro sapremo se si tratta di una stabile inversione di tendenza rispetto alla capacità di
aggregazione bipolare del Pd-Pdl (accentuatasi nel 2008 con tratti bipartitici). L’arrivo del M5s ha
scompigliato l’assetto, la struttura e probabilmente anche la dinamica del sistema politico italiano
per la nascente legislatura. Viceversa, altre formazioni, quali l’area di centro non è stata in grado di
porsi quale forza di inter-mediazione, ma è rimasta intrappolata nello scontro Pd-Pdl e dalla
‘sorpresa’ del partito di Grillo. Proprio i due principali partiti del 2008 non sono stati in grado di
proporre un’offerta elettorale adeguata capace di intercettare la potente voglia di ‘cambiamento’ di
ampli settori dell’elettorato. Pertanto il dato del 2013, e le sorti del bipolarismo andranno lette in
chiave prospettica, ma il dato del 2013 rappresenta una battuta di arresto se comparata e letta
rispetto alla serie storica.
Il M5s è primo partito non solo a livello nazionale, ma anche i due aree importanti del Paese: al Sud
e nella zona Bianca, orfana questa ultima della rappresentanza garantita dell’ex Dc e della Ln. Il
declino del Pd e del Pdl non è stato monetizzato dal Centro né tantomeno dalla Sinistra ‘radicale’.
In particolare il Pd si conferma una forza politica geograficamente abbastanza concentrata
nelle aree a storico insediamento (è primo partito solo nelle ‘zona rossa’) e ciò ha plausibilmente
influito sul dato complessivo nazionale.
Il quadro complessivo presenta dunque una crescente frammentazione elettorale che si traduce solo
in parte, in virtù delle spinte ‘maggioritarie’ del Porcellum, in maggiore frammentazione
parlamentare. La de-polarizzazione elettorale ben sintetizza però le difficoltà istituzionali del Paese.
Analisi a cura di
Gianluca Passarelli
per ulteriori informazioni
cell: 3339775111
Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo
Tel. 051235599 / 051239766
Sito web: http://www.cattaneo.org

Lascia un commento

Archiviato in documenti

L’analisi dell’Istituto Cattaneo sui flussi elettorali

Elezioni politiche del 2013
I flussi elettorali in 9 città: Torino, Brescia, Padova,
Bologna, Firenze, Ancona, Napoli, Reggio Calabria, Catania

L’Istituto Cattaneo ha effettuato un’analisi dei flussi elettorali nelle recenti elezioni in alcune grandi città, operando un confronto fra le elezioni per la
Camera dei deputati del 2008 e del 2013. I flussi elettorali sono gli interscambi di voto avvenuti fra i partiti nel corso di due elezioni successive.
Nel nostro caso vengono stimati per singole città sulla base dei risultati delle sezioni elettorali. Si tratta di stime statistiche, e quindi di misure affette
da un certo margine di incertezza. In questa occasione il margine di incertezza è più elevato del solito, come si spiega nella nota in appendice. Si
tenga quindi presente che i dati che seguono costituiscono delle mere stime di tendenza.
Le nostre analisi sono effettuate «su elettori» e non «su voti validi», al fine di poter includere nel computo anche gli interscambi con l’area del nonvoto
(astenuti, voti non validi, schede bianche).
Indubbiamente il primo interrogativo che si pone in queste elezioni è quello relativo all’origine dei voti al Movimento 5 stelle.
Naturalmente i contributi maggiori vengono dai partiti maggiori, per cui occorrerà essere molto cauti nell’interpretazione politica di
questi dati.
Nella maggioranza delle città considerate il principale tributario è rappresentato dal Partito democratico. Questo vale soprattutto
nel Centro-nord: il flusso maggiore al M5s viene dal Pd a Torino, Brescia, Bologna, Firenze, Ancona (unica eccezione Padova col flusso
dalla Lega); lo stesso vale per Napoli, ma non vale per le altre due città del Sud analizzate, Reggio Calabria e Catania.
Il secondo contributo importante al M5s viene dalla Lega, soprattutto nelle zone “bianche”: a Brescia il 30% di coloro che hanno
votato M5s è rappresentato da persone che avevano votato LN nel 2008, e questa percentuale è ancora superiore a Padova (quasi la metà
dei voti al M5s è di ex votanti Lega).
Il terzo partito a donare voti al M5s è rappresentato dall’Italia dei valori: a Torino il 20% dei voti del M5s viene dall’Idv
(addirittura il 75% dell’intero elettorato dell’Idv nel 2008), ma la tendenza è marcata anche a Brescia, Padova, Bologna, Ancona, e
comunque visibile praticamente in tutte le città.
C’è poi un flusso che viene al Movimento 5 stelle dalle estreme, sia di sinistra che di destra. Il flusso proveniente da elettori che
avevano votato Sinistra arcobaleno (e simili) nel 2008 è tutto sommato facilmente comprensibile (come argomenteremo); mentre in
parte inattesi sono i flussi al M5s dall’area dell’estrema destra (La Destra – Fiamma tricolore che aveva nella Santanché la candidata
premier nel 2008, più Forza nuova): si tratta di flussi di modesta entità in quanto provenienti da piccoli partiti, ma presenti in tutte le
città (per esempio a Napoli e Catania sono flussi molto contenuti per l’esiguità di queste forze nel 2008, ma anche in questi casi fra il 25
e il 35% di questi elettorati è finito nel M5s).
Abbastanza irregolare è il flusso che viene al Movimento da ex-astensionisti: rilevante a Torino, Firenze e Catania, più debole a
Bologna e Ancona, assente nelle altre città. Nel complesso possiamo concludere che certamente non è stato determinante nel successo
del Movimento.
Infine un dato articolato sul piano territoriale: praticamente nulle sono state le conversioni verso il Movimento da parte di elettori del
Pdl nel Centro Nord; mentre questi flussi sono ben visibili a Napoli e Reggio Calabria (ma non a Catania).
Aggiungiamo a questi dati alcuni spunti interpretativi. Tenendo in considerazione gli studi dell’Istituto Cattaneo sui flussi delle elezioni
precedenti (regionali 2010 e turni amministrativi parziali del 2011 e 2012) e anche la nostra ricerca sul Movimento 5 stelle (Il partito di
Grillo, Il Mulino, 2013), non stupiscono i flussi in arrivo da Lega Nord e Idv: entrambi i partiti hanno per anni intercettato gli umori
anti-establishment di una parte dell’elettorato che, evidentemente deluso, si è ora rivolto a chi si è impossessato della protesta con nuovo
e ben maggiore vigore.
Non stupisce neppure il flusso proveniente dall’estrema sinistra, data la contiguità politica con quest’area di importanti settori del
Movimento 5 stelle, specie nella sua fase iniziale. Abbiamo invece detto che è in parte inattesa la componente venuta al M5s
dall’estrema destra: si può spiegare col fatto che il Movimento si è impossessato della protesta sociale da qualsiasi parte essa provenga,
confermando in ciò la reiterata affermazione di Grillo di non essere né di sinistra né di destra.
Passando ai due principali partiti, emerge con chiarezza lo spostamento di ex-elettori Pd verso il M5s (flussi presenti dovunque). Più
complesso è leggere il comportamento degli elettori del Popolo della libertà. I dati orientano verso una duplice interpretazione,
differenziata fra Centro-nord e Sud: nel Centro-nord il Pdl non cede praticamente voti al M5s; nel Sud cede voti a Napoli (ma in misura
nettamente inferiore al Pd), nettamente a Reggio Calabria, ma non a Catania.
Nel complesso il M5s ha sottratto molti voti al Pd, mentre ha inciso solo marginalmente (e solo nel Sud) sull’elettorato del Pdl. E’
possibile supporre che l’indignazione morale nei confronti della politica che ha motivato molti degli elettori a votare M5s sia più diffusa
nell’elettorato del Pd che in quello del Pdl.
Ci si può chiedere a questo punto dove siano finiti i voti del 2008 del Pdl: questo partito infatti è quello che ha perso il numero maggiore
di suffragi nel confronto fra le due elezioni (6,3 milioni di voti in meno, si veda il precedente comunicato dell’Istituto Cattaneo). Anche
in questo caso i dati evidenziano un duplice registro, che separa Centro-nord da Sud. Nella prima zona i flussi evidenziano Scelta civica
di Monti come area prioritaria di destinazione dei transfughi del Pdl. Questo vale in tutte le 6 città del Centro-nord analizzate. Nel Sud
invece è l’astensione la principale destinataria delle perdite del Pdl. Si tratta di un dato non nuovo, già emerso nelle precedenti analisi
dell’Istituto Cattaneo sui flussi fra il 2008 e il 2009 (elezioni europee) a Napoli, Reggio Calabria e Catania.
Possiamo infine dire qualcosa sull’altra novità di queste elezioni, la lista Scelta civica di Monti. Guardando al Pdl, abbiamo detto che
questo partito ha perso molti voti nella direzione della lista di Monti. Anche considerando la composizione per provenienza di 100
votanti per Monti, troviamo che in quasi tutte le città metà di questo elettorato proviene da persone che nel 2008 avevano votato per la
formazione di Berlusconi. Mentre modesto è il contributo venuto a Monti dal Pd (è rilevante solo a Reggio Calabria e a Catania). Anche
questi flussi contengono una qualche sorpresa: quando Monti scese in campo, fu soprattutto il Partito democratico a temere che drenasse
voti dal proprio campo, specie nel settore “liberal”. Dai nostri dati questo non sembra essere accaduto.
Un ultimo e conclusivo interrogativo potrebbe essere il seguente: Grillo ha preso più voti a sinistra oppure a destra? Questo calcolo è
riportato nella tabella 1. L’elettorato del M5s proviene prevalentemente dall’area della sinistra a Torino, Bologna, Firenze, Ancona,
Napoli; prevalentemente dall’area della destra a Padova, Reggio Calabria e Catania; in maniera abbastanza equilibrata a Brescia.
Possiamo dire che nel Centro-nord ha preso voti soprattutto dall’area di centro-sinistra e dalla Lega; nel Sud la situazione è meno netta,
ma sembrerebbe prevalere un contributo maggior dal centro-destra.
Istituto Cattaneo
Analisi a cura di: Pasquale Colloca, Piergiorgio Corbetta, Enrico Galli, Francesco Marangoni, Gianluca Passarelli, Andrea Pedrazzani,
Luca Pinto, Filippo Tronconi, Rinaldo Vignati.

Lascia un commento

Archiviato in documenti

l’Istituto Cattaneo sul voto

ELEZIONI POLITICHE 24-25 FEBBRAIO 2013
Analisi dell’Istituto Carlo Cattaneo
Chi ha vinto, chi ha perso, e dove
L’Istituto Cattaneo ha esaminato l’andamento del voto ai partiti nelle elezioni politiche appena
concluse. I dati del 2013 sono stati messi a confronto con le consultazioni analoghe del 2008.
Il dato nazionale indica che i due principali partiti nati dalle aggregazioni del 2007 e 2008, Partito
democratico (Pd) e Popolo della libertà (Pdl) hanno perso rispettivamente il 30% e circa la metà
dell’elettorato che li aveva scelti nel 2008. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in documenti

Il convegno di ieri alla Sapienza sull’offerta politica 2013

http://www.radioradicale.it/scheda/372808/lofferta-politica-e-le-elezioni-del-2013

Lascia un commento

Archiviato in documenti

La mia recensione all’ultimo libro di Huntington

http://www.federalismi.it/ApplOpenFilePDF.cfm?artid=21822&dpath=document&dfile=12022013121010.pdf&content=Primo+piano+-+Huntington+e+l’importanza+di+conciliare+libertà+democratiche+e+forza+della+politica+-+stato+-+dottrina+-+

Lascia un commento

Archiviato in diario

Volete fare il test di openpolis?

Ciao Stefano,
abbiamo pubblicato la nuova edizione di voisietequi.it il test-politico elettorale per aiutare i cittadini ad orientarsi al voto, in occasione delle elezioni politiche del 24 e 25 Febbraio 2013.

Per scegliere chi votare alle prossime elezioni, non sempre si può fare affidamento su informazioni corrette ed esaurienti. Diritti civili, economia, Europa, ambiente. Cosa ne pensano i partiti? Su cosa si differenziano?
Abbiamo selezionato i 25 temi più importanti e su quelli abbiamo interrogato le liste elettorali. La quasi totalità ha risposto direttamente, per le altre abbiamo ricavato noi la loro posizione analizzando i programmi elettorali e le dichiarazioni pubbliche. In pochissimi casi, in mancanza di risposte e documentazione, abbiamo dovuto procedere con l’esclusione.

voisietequi.it propone ai cittadini-elettori di rispondere ad un questionario che restituisce come risultato il partito più vicino alle proprie posizioni. Inoltre, al termine del test viene elaborata una mappa visuale che colloca l’utente nel grafico delle distanze esistenti fra le diverse liste.
Il progetto non si esaurirà con l’elezione del nuovo Parlamento, ma proseguirà per tutta la durata della Legislatura. Infatti, con il contributo di quanti risponderanno al questionario, abbiamo l’obbiettivo di monitorare l’operato di Deputati, Senatori e Governo per verificare che gli impegni assunti in campagna elettorale vengano rispettati.

http://www.voisietequi.it

Mettiti alla prova!
Vittorio Alvino
Presidente

Associazione Openpolis
via degli Equi 42, 00185 Roma
http://www.openpolitici.ithttp://www.openparlamento.ithttp://www.voisietequi.it – indice.openpolis.it

Lascia un commento

Archiviato in documenti