Archivi del mese: maggio 2015

Giovanni Cominelli su Podemos http://www.santalessandro.org/2015/05/dai-podemos-spagnoli-a-salvini-la-pretesa-di-correggere-leuropa-proponendone-i-limiti/

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Una lista fuorilegge- il mio commento sul Quotidiano Nazionale

Una lista fuorilegge

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stamattina alle 8 avevo spiegato ad agorà che quella lista era un pasticcio prima dei nomi qui video http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2d2d830d-419a-4839-b850-a9ee5a0248af.html

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L’attenta lettura degli articoli 3 e 4 del Codice ci dice che la Presidente Bindi ha agito fuori dalla legge anzi contro legge

Infatti l’articolo 4 consente solo una generica attività di monitoraggio sulle candidature che non legittima lista di proscrizione. Infatti le Commissioni Antimafia precedenti avevano fato analoghi codici ma mai liste del genere.
La lista, con questo timing, come aveva sottolineato ieri il Presidente Violante sull’Huffington, viola anche l’articolo 3 del Codice, che consente il diritto di replica.

4 commenti

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Qui l’intervista di ieri del presidente Violante in cui spiega che il timing poneva problemi al rispetto dell’art. 3 http://www.huffingtonpost.it/2015/05/28/violante_0_n_7459658.html

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Il testo integrale del Codice Antimafia: leggete in particolare articoli 3 e 4

Doc. XXIII
N. 3
COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA
SUL FENOMENO DELLE MAFIE
E SULLE ALTRE ASSOCIAZIONI CRIMINALI,
ANCHE STRANIERE
(istituita con legge 19 luglio 2013, n. 87)
(composta dai deputati: Bindi, Presidente, Attaguile, Segretario, Bianchi,
Bossa, Bruno Bossio, Carfagna, Dadone, Di Lello, Segretario, D’Uva, Faraone,
Fava, Vicepresidente, Garavini, Leone, Magorno, Manfredi, Mattiello, Naccarato,
Nuti, Piepoli, Sarro, Sarti, Scopelliti, Taglialatela e Vecchio; e dai
senatori: Albano, Bilardi, Bonfrisco, Bruno, Buemi, Bulgarelli, Capacchione,
Consiglio, De Cristofaro, Di Maggio, Esposito, Fazzone, Gaetti, Vicepresidente,
Giarrusso, Giovanardi, Gotor, Lumia, Mineo, Mirabelli, Molinari,
Moscardelli, Perrone, Ricchiuti, Torrisi e Vaccari)
RELAZIONE IN MATERIA DI FORMAZIONE DELLE LISTE DELLE
CANDIDATURE PER LE ELEZIONI EUROPEE, POLITICHE, REGIONALI,
COMUNALI E CIRCOSCRIZIONALI
Approvata dalla Commissione nella seduta del 23 settembre 2014
Comunicata alle Presidenze il 24 settembre 2014
ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lett. o) della legge 19 luglio 2013, n. 87
STABILIMENTI TIPOGRAFICI CARLO COLOMBO
Camera dei Deputati — 1 — Senato della Repubblica
XVII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI — DOC. XXIII N. 3
Camera dei Deputati — 2 — Senato della Repubblica
XVII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI — DOC. XXIII N. 3
Camera dei Deputati — 3 — Senato della Repubblica
XVII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI — DOC. XXIII N. 3
Relazione in materia di formazione delle liste delle candidature per
le elezioni europee, politiche, regionali, comunali e circoscrizionali.
L’articolo 1, comma 1, lettera f), della legge 19 luglio 2013, n. 87,
istitutiva della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno
delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, affida
alla Commissione stessa il compito di « indagare sul rapporto tra
mafia e politica, sia riguardo alla sua articolazione nel territorio e
negli organi amministrativi, con particolare riferimento alla selezione
dei gruppi dirigenti e delle candidature per le assemblee elettive, sia
riguardo alle sue manifestazioni che, nei successivi momenti storici,
hanno determinato delitti e stragi di carattere politico-mafioso ».
L’articolo 1, comma 1, lettera n) della medesima legge ha, altresì,
affidato alla Commissione il compito di « svolgere il monitoraggio sui
tentativi di condizionamento e di infiltrazione mafiosa negli enti locali
e proporre misure idonee a prevenire e a contrastare tali fenomeni,
verificando l’efficacia delle disposizioni vigenti in materia, anche con
riguardo alla normativa concernente lo scioglimento dei consigli
comunali e provinciali e la rimozione degli amministratori locali ».
La Commissione parlamentare antimafia, quindi, in vista della
prossima tornata di elezioni amministrative e regionali, ritiene opportuno
portare nuovamente all’attenzione delle forze politiche una
proposta di autoregolamentazione che impegni i partiti politici, le
formazioni politiche, i movimenti, le liste civiche all’atto della
designazione dei candidati alle elezioni europee, politiche, regionali,
comunali e circoscrizionali, nonché per la designazione di organi
rappresentativi e di amministrazione di enti pubblici, del consiglio di
amministrazione dei consorzi, del consiglio e delle giunte delle unioni
dei comuni, consigliere e presidente delle aziende speciali.
I partiti, le formazioni politiche, i movimenti, le liste civiche che
aderiscono alle previsioni del presente codice si impegnano in
occasione di qualunque competizione elettorale a non presentare e
nemmeno a sostenere, sia indirettamente sia attraverso il collegamento
ad altre liste, candidati che non rispondano ai requisiti del
presente codice.
La presente deliberazione si colloca in un solco di continuità con
la scelta già effettuata nel corso di precedenti legislature. Vanno qui
ricordate: la Relazione illustrativa per un codice di autoregolamentazione
dei partiti in materia di designazione dei candidati alle elezioni
politiche e amministrative, comprendente il testo predisposto per il
suddetto codice (Doc. XXIII n. 30, X legislatura, approvata dalla
Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e
Camera dei Deputati — 4 — Senato della Repubblica
XVII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI — DOC. XXIII N. 3
sulle altre associazioni criminali similari nella seduta del 23 gennaio
1991); la Relazione sulla designazione dei candidati alle elezioni
amministrative (Doc. XXIII n. 1, XV legislatura, approvata dalla
Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della criminalità
organizzata mafiosa o similare il 3 aprile 2007); la Relazione della
Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e
sulle altre associazioni criminali, anche straniere, in materia di
formazione delle liste dei candidati per le elezioni regionali, provinciali,
comunali e circoscrizionali (Doc. XXIII n. 1, XVI legislatura, approvata
dalla Commissione il 18 febbraio 2010).
Successivamente è stato emanato, con decreto legislativo 31
dicembre 2012, n. 235, il testo unico delle disposizioni in materia di
incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo
conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi,
a norma dell’articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012,
n. 190. Tale decreto prevede cause di incandidabilità, oltre che di
sospensione e decadenza, alle elezioni europee, politiche, regionali,
provinciali, comunali e circoscrizionali, nei confronti di coloro che
hanno riportato condanne per specifiche ipotesi di reato ivi indicate,
che siano stati sottoposti a misure di prevenzione e di applicazione
di misure coercitive, operando una diversificazione tra le ipotesi di
incandidabilità alle elezioni dei rappresentanti del Parlamento nazionale
(articolo 1) e del Parlamento europeo (articolo 3), di incandidabilità
alle cariche elettive regionali (articolo 7) e di incandidabilità
alle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali (articolo 10).
Anche alla luce di tali modifiche normative, la Commissione
ritiene opportuno ritornare sulla materia, proponendo, da un lato, che
vi sia un sistema unico valevole per tutti i casi di elezione di organi
rappresentativi; dall’altro, che la soglia di autotutela da parte dei
partiti e dei movimenti politici contro il rischio di inquinamento delle
liste elettorali possa essere ulteriormente elevata aderendo alle
previsioni del codice di autoregolamentazione predisposto dalla Commissione
parlamentare di inchiesta antimafia.
Tale codice amplia il novero delle fattispecie considerate ostative
alla candidatura a qualsiasi carica elettiva pubblica; conferma la
necessità di anticipare il livello di attenzione alla fase del decreto che
dispone il giudizio o della citazione diretta a giudizio; prevede
l’incandidabilità a seguito di pronuncia di sentenza di applicazione
della pena su richiesta delle parti, estendendo a tutte le competizioni
elettorali la causa di incandidabilità già prevista dal decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, per le sole elezioni degli enti locali.
Il codice anticipa la fase di incandidabilità all’atto dell’emanazione
del decreto di applicazione della misura personale o patrimoniale;
introduce come condizione ostativa alla candidabilità la condanna in
primo grado, ancorché non definitiva, per danno erariale quale
conseguenza di reati commessi nell’esercizio delle funzioni di cui alla
carica elettiva.
Si afferma, inoltre, l’incandidabilità in ogni competizione elettorale,
quanto meno per una tornata elettorale, di coloro che hanno
Camera dei Deputati — 5 — Senato della Repubblica
XVII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI — DOC. XXIII N. 3
ricoperto la carica di sindaco o di componente delle rispettive giunte
in comuni o consigli provinciali sciolti per fenomeni di infiltrazione
e di condizionamento di tipo mafioso o similare. In tal senso si
anticipa il livello di attenzione dalla fase della condanna definitiva,
prevista dall’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
e successive modifiche ed integrazioni, alla fase del decreto che
dispone il giudizio, aderendo sul punto al codice di autoregolamentazione
approvato nella XVI legislatura.
La politica deve così assumere il ruolo centrale di garante
anticipato della collettività, già nella fase di individuazione dei
candidati, contro il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata
in qualunque assemblea elettiva.
Il codice di autoregolamentazione qui proposto intende impegnare
i partiti e i movimenti politici affinché non vengano candidati soggetti
che risultano coinvolti in reati di criminalità organizzata, contro la
pubblica amministrazione, di estorsione ed usura, di traffico di
sostanze stupefacenti, di traffico illecito di rifiuti e altre gravi
condotte. In questo ambito la Commissione ha ritenuto di anticipare
la soglia di allerta, come sopra indicato, con riferimento alle più gravi
fattispecie di reato, ferma restando la previsione di incandidabilità
contenuta nel decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, a seguito
di sentenza di condanna.
Il presente codice è soggetto ad adesione volontaria e la mancata
osservanza delle disposizioni o anche la semplice mancata adesione
allo stesso non dà luogo a sanzioni, semmai comporta una valutazione
di carattere strettamente etico e politico nei confronti dei partiti e
formazioni politiche.
La Commissione reputa necessario verificare la rispondenza della
composizione delle liste elettorali alle prescrizioni del presente codice,
nei confronti di chi vi aderisce, nell’ambito dei poteri ad essa conferiti
e dei compiti previsti dalla legge istitutiva.
La Commissione, pertanto, nel richiamare e condividere il lavoro
svolto nel corso di precedenti legislature, anche in presenza di diverse
maggioranze parlamentari, propone il seguente codice di autoregolamentazione:
ART. 1.
1. I partiti, le formazioni politiche, i movimenti e le liste civiche
che aderiscono alle previsioni del presente codice si impegnano, fermo
restando quanto previsto dal decreto legislativo 31 dicembre 2012,
n. 235, a non presentare e nemmeno a sostenere, sia indirettamente
sia attraverso il collegamento ad altre liste, come candidati alle
elezioni europee, politiche, regionali, comunali e circoscrizionali
coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione
dei comizi elettorali, sia stato emesso il decreto che dispone il giudizio
o la citazione diretta a giudizio, ovvero che siano stati condannati con
Camera dei Deputati — 6 — Senato della Repubblica
XVII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI — DOC. XXIII N. 3
sentenza anche non definitiva di primo grado; coloro nei cui confronti
sia stata pronunciata sentenza di applicazione della pena su richiesta
delle parti, ovvero sia stata emessa misura cautelare personale non
revocata né annullata, ovvero sia stato emesso decreto di applicazione
di misure di prevenzione personali o patrimoniali; coloro che si
trovino in stato di latitanza o di esecuzione di pene detentive o che
siano stati condannati con sentenza anche non definitiva di primo
grado per danno erariale per reati commessi nell’esercizio delle
funzioni di cui alla carica elettiva, allorquando le predette condizioni
siano relative a uno dei seguenti reati:
a) delitti consumati o tentati di cui all’articolo 51, comma 3-bis
e 3-quater, del codice di procedura penale;
b) delitti consumati o tentati, così specificati: concussione
(articolo 317 c.p.); corruzione per l’esercizio della funzione (articolo
318 c.p.); corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (articolo
319 c.p.); corruzione in atti giudiziari (articolo 319-ter c.p.); induzione
indebita a dare o promettere utilità (articolo 319-quater c.p.); corruzione
di persona incaricata di un pubblico servizio (articolo 320
c.p.); istigazione alla corruzione (articolo 322 c.p.); delitti di cui
all’articolo 322-bis c.p. per le ipotesi di reato di cui sopra ivi
richiamate;
c) agevolazione ai detenuti e internati sottoposti a particolari
restrizioni delle regole di trattamento e degli istituti previsti dall’ordinamento
penitenziario (articolo 391-bis c.p.);
d) scambio elettorale politico-mafioso (articolo 416-ter c.p.);
e) estorsione (articolo 629 c.p.), usura (articolo 644 c.p.);
f) riciclaggio (articolo 648-bis c.p.) e impiego di danaro, beni o
utilità di provenienza illecita (articolo 648-ter c.p.);
g) fraudolento trasferimento di valori (articolo 12-quinquies del
decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito con la legge 7 agosto
1992, n. 356);
h) omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali da parte
delle persone sottoposte ad una misura di prevenzione disposta ai
sensi del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle
leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni
in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli
1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136), nonché da parte dei
condannati con sentenza definitiva per il delitto previsto dall’articolo
416-bis del codice penale (associazioni di tipo mafioso anche straniere);
i) attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (articolo
260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni);
j) nonché dei delitti commessi avvalendosi delle condizioni
previste dall’art. 416-bis del codice penale ovvero al fine di agevolare
l’attività delle associazioni mafiose, di cui all’articolo 7 del decreto-
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legge 13 maggio 1991, n.152, convertito con la legge 12 luglio 1991,
n. 203.
2. I partiti, le formazioni politiche, i movimenti e le liste civiche
che aderiscono alle previsioni del presente codice si impegnano,
altresì, a non presentare come candidati alle elezioni di cui al comma
1 coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione
dei comizi elettorali, ricorra una delle seguenti condizioni:
a) sia stata disposta l’applicazione di misure di prevenzione
personali o patrimoniali, ancorché non definitive, ai sensi del decreto
legislativo 6 settembre 2011, n. 159, così come successivamente
modificato e integrato;
b) siano stati rimossi, sospesi o dichiarati decaduti ai sensi
dell’articolo 142 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
c) abbiano ricoperto la carica di sindaco, di componente delle
rispettive giunte in comuni o consigli provinciali sciolti ai sensi
dell’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e
successive modifiche ed integrazioni, ancorché il decreto di scioglimento
non sia ancora definitivo.
ART. 2.
Il presente codice di autoregolamentazione si applica anche alle
nomine di competenza dei presidenti delle regioni e delle province,
nonché dei sindaci delle città metropolitane e dei comuni.
ART. 3.
I partiti, le formazioni politiche, i movimenti e le liste civiche che
intendono presentare, come candidati alle elezioni di cui al comma 1
dell’articolo 1, cittadini che si trovino nelle condizioni previste dal
medesimo articolo 1 devono rendere pubbliche le motivazioni della
scelta di discostarsi dagli impegni assunti con l’adesione al presente
codice di autoregolamentazione.
ART. 4.
La Commissione parlamentare di inchiesta, nell’ambito dei poteri
ad essa conferiti e dei compiti previsti dalla legge istitutiva, verifica
che la composizione delle liste elettorali presentate dai partiti, dalle
formazioni politiche, dai movimenti e dalle liste civiche che aderiscono
al presente codice di autoregolamentazione corrisponda alle prescrizioni
del codice stesso.
€ 1,00
Stampato su carta riciclata ecologica
*170230003880*
*170230003880*
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La mia intervista a Tv 2000 sulle unioni civili https://www.youtube.com/watch?v=aZaEzHxEd6c

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