Dal Corsera di oggi

«Noi guardiamo alla Carta E il dibattito nella Chiesa è ancora apertissimo»

Lei, senatore Giorgio Tonini del Pd, è un cattolico. Però è impegnato a condurre in porto il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili. Non si trova in difficoltà dopo le dichiarazioni del cardinal Angelo Bagnasco ?
«Sinceramente no. Penso che la discussione sia apertissima nella Chiesa su molti aspetti di carattere pastorale, pensiamo solo all’imminente Sinodo che discuterà su tanti temi, dai sacramenti ai divorziati fino alle unioni omosessuali. Grazie a papa Francesco, e all’impulso iniziale di Benedetto XVI, il dibattito in vista del Sinodo mi sembra molto acceso e tutt’altro che diplomatico, con posizioni molto diverse sul piano sia dottrinale che pastorale».
Tornando alla sua posizione…
«Beh, ciascuno si muove secondo coscienza e avendo come riferimento la visione del mondo alla quale si ispira. Per un credente c’è la visione cristiana, indubbiamente. Come parlamentare il punto di riferimento è la Costituzione e le sue interpretazioni da parte della Corte costituzionale».
E qui arriviamo al disegno di legge Cirinnà. Voi dite che non è un’equiparazione al matrimonio. Perché ?
«La sentenza 138 del 2010 della Corte costituzionale fu chiara: i concetti di famiglia e di matrimonio “non si possono ritenere cristallizzati all’epoca in cui la Costituzione entrò in vigore” ma questa interpretazione “non può spingersi fino al punto d’incidere sul nucleo della norma”, ovvero sull’inserimento delle coppie omosessuali nella normativa sul matrimonio. Per questa ragione noi, nel disegno di legge, non abbiamo come riferimento l’articolo 29 della Costituzione, che parla di matrimonio, ma l’articolo 2, il garante dei diritti inviolabili dell’uomo “nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”. Quindi anche nelle unioni tra persone dello stesso sesso. E la sentenza del 2010 prevede, proprio legandosi all’articolo 2, “la necessità di un trattamento omogeneo tra la condizione della coppia coniugata e quella della coppia omosessuale”. Siamo come si vede, su un crinale molto difficile. Però dobbiamo trovare il giusto equilibrio. E lo dico, anche qui, da cattolico perché la buona coscienza credo sia la mediazione avendo come criterio la ricerca del bene possibile».
C’è molto ostruzionismo sul disegno di legge. Che previsioni fa ?
«Ci sono stati rallentamenti da Ncd e da Forza Italia ma il disegno di legge non si è mai fermato. Si arriverà in porto, ne sono sicuro».
Paolo Conti

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