Caso banche: una nota del Mef e una di Carlo Fusaro

Roma, 18 Dicembre 2015 – Alcuni commentatori hanno sostenuto che il decreto
legislativo 16 novembre 2015 n. 180 abbia introdotto ostacoli e impedimenti all’
esercizio della azione di responsabilità nel caso di procedure di risoluzione
bancaria. Non è così.
L’articolo 35 del decreto legislativo 180/2015 dispone che “L’esercizio
dell’azione sociale di responsabilità e di quella dei creditori sociali contro
i membri degli organi amministrativi e di controllo e il direttore generale,
dell’azione contro il soggetto incaricato della revisione legale dei conti,
nonché dell’azione del creditore sociale contro la società o l’ente che
esercita l’attività di direzione e coordinamento spetta ai commissari speciali
sentito il comitato di sorveglianza, previa autorizzazione della Banca d’
Italia. In mancanza di loro nomina, l’esercizio dell’azione spetta al soggetto
a tal fine disegnato dalla Banca d’Italia.”.
Questa disposizione replica esattamente l’articolo 84, comma 5, del testo
unico bancario in materia di liquidazione coatta amministrativa, la cui
formulazione è la seguente: “L’esercizio dell’azione sociale di responsabilità
e di quella dei creditori sociali contro i membri dei cessati organi
amministrativi e di controllo ed il direttore generale, dell’azione contro il
soggetto incaricato della revisione legale dei conti, nonché dell’azione del
creditore sociale contro la società o l’ente che esercita l’attività di
direzione e coordinamento, spetta ai commissari, sentito il comitato di
sorveglianza, previa autorizzazione della Banca d’Italia.”
La disposizione è altresì analoga a quanto previsto dall’articolo 2394-bis,
del codice civile che prevede che le azioni di cui all’articolo 2393 e 2394 del
codice civile sono esercitate dal curatore fallimentare, dal commissario
liquidatore e dal commissario straordinario.
Si tratta di un principio generale della disciplina italiana della gestione
della crisi economica.
E’ comunque salva l’azione individuale per il risarcimento del danno del socio
e del terzo che si ritengono direttamente danneggiati dall’atto doloso o
colposo degli amministratori, ai sensi dell’articolo 2395 del codice civile.
Si fa presente, infine, che la disposizione in oggetto era inclusa nel testo
posto in consultazione nell’agosto 2015 e nel testo approvato in via
preliminare dal Consiglio dei Ministri in data 10 settembre 2015. Il testo è
stato sottoposto alle competenti Commissioni parlamentari, per il parere, e
queste non hanno formulato alcuna osservazione in merito all’articolo 35, che
pertanto non è stato modificato in sede di approvazione definitiva il 13
novembre 2015.

>
>ANCORA SUL DECRETO c.d. SALVA-BANCHE E
>SULL’ASSALTO ALLA MINISTRA BOSCHI (E AL GOVERNO)
>nota di Carlo Fusaro, 19 dicembre 2015
>
>Chissà per quale ragione venerdì pomeriggio molti siti, a partire da
>”Corriere” e “Repubblica”, riportavano l’esito della mozione di sfiducia
>individuale contro M. E. Boschi indicando solo i no (373): che erano un
>discreto numero, ma soprattutto il triplo dei sì (129), il 74% dei
>votanti, il che a me sembrava ben più significativo. Ma tant’è.
>
>Qualcuno però si attardava nel propalare la tesi di “chiarimenti
>mancati” e “punti oscuri” che rimanevano: in particolare cito
>l’ineffabile “Huffington Post”, dove si leggeva testualmente (cito fra
>virgolette):
>«…Nel decreto “salva-banche” varato il 22 novembre ci sono le norme
>ribattezzate da parecchi osservatori come “salva-banchieri”. Detta in
>modo semplice: il consiglio dei ministri vara il decreto che recepisce
>la direttiva europea sul bail in, accollando al sistema bancario e non
>allo Stato il costo del dissesto delle quattro banche bollite, lasciando
>senza risarcimenti azionisti e obbligazionisti (tra le banche c’è la
>Banca Etruria). In questo decreto c’è una clausola (articolo 35, comma
>tre) in base alla quale, secondo alcune interpretazioni, viene reso più
>complicato per gli azionisti chiedere risarcimenti ai manager e dunque –
>in quanto manager – a papà Boschi. Un comma in base al quale chi ha
>sbagliato non pagherà. Ecco il punto…».
>
>Perplesso, ma conscio della tecnicità della materia ho consultato un
>esperto.
>
>Riproduco cosa mi è stato spiegato.
>
>«Il decreto, come previsto dalla BRRD (= Bank Recovery and Resolution
>Directive), e del resto in continuità col sistema di prima (non è una
>novità), prevede che l’azione sociale di responsabilità (cioè quella che
>riguarda la società nel suo complesso) spetti ai commissari. Questo non
>toglie che il creditore che si ritiene personalmente danneggiato possa,
>se crede, fare azioni civili individuali (o anche class actions, se ce
>ne sono le condizioni) contro gli ex amministratori in nome proprio. Tra
>l’altro, se l’azione ha un senso, perché i commissari non dovrebbero
>farla? Nelle banche commissariate “vecchio stile” o in liquidazione è
>anzi prassi abbastanza comune, là dove sussistono i presupposti
>concreti: (1)danno dimostrabile; (2)patrimonio da aggredire.»
>
>Ancora una volta la riprova – ahimé – di un’informazione che non si sa
>se meramente incompetente (questo mi par certo) o anche tendenziosa
>(questo mi pare – in diversi casi – probabile).
>
>Carlo Fusaro

Lascia un commento

Archiviato in diario

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...