Da L’Unità di oggi

Una legislatura ri-costituente

Di Carlos Garcia de Andoin

Il quadro che ha lasciato il voto del 20 dicembre è complesso, molto complesso. Al PP non consente di governare con il sostegno di Ciudadanos; né al PSOE né un’alleanza di sinistra. Così la pressione va nella direzione della grande coalizione tedesca, richiedendo ai socialisti responsabilità e sacrificio. Non la vedo fattibile. Con tale abbraccio per il PSOE darebbe il primato a sinistra a Podemos. Non sono possibili neanche intese di governo più limitate.

Per quanto ci sforziamo nessuna delle opzioni è praticabile. Sembra che siano possibili solo nuove elezioni. Quindi non vi è alcuna via d’uscita? Penso che esista un’alternativa, e a saperla utilizzare, sarebbe una grande opportunità per la convivenza e il bene comune. Dobbiamo cambiare presupposto. Non siamo di fronte a un’altra legislatura normale, per la quale abbiamo bisogno di un governo stabile e di un programma per quattro anni, ma di fronte ad una legislatura eccezionale. Noi cittadini abbiamo messo i partiti di fronte alla sfida di ridefinire e concordare di nuovo il nostro quadro di convivenza in grave crisi di legittimità e di rappresentanza. Non ci resta altra ipotesi che guidare il legislatore a riformare la Costituzione, con una legislatura breve, di un anno e mezzo.

Una legislatore ri-costituente, perché la costituente fu quella del 1978. Per quanto alcuni pretendano che siamo di fronte una nuova transizione, a un processo ex novo. No. Quell’accordo ha portato ai tre migliori decenni di storia. E così oggi ci tocca, sulla base di quell’accordo e da questa esperienza storica, ridefinire e rifare il patto, la legge delle leggi. L’eccezionalità del compito è quella che permette e giustifica, anche contro natura, di dar vita a un Governo di natura e durata eccezionale. Una legislatura ri-costituente e breve, che si concluda con un referendum costituzionale e nuove elezioni.

Solo allora si potrebbe chiedere il PSOE di facilitare, con l’astensione, l’investitura di un Presidente e di un governo di minoranza del Pp. Richiesta che non dovrebbe essere esclusa neanche dal PP se fosse invece il PSOE a ottenere un maggiore sostegno in Aula per questo lavoro eccezionale.

Non si tratta di riscrivere la Costituzione dall’inizio alla fine. Il Paese potrebbe crollare, come spesso è accaduto nel XIX e XX secolo. Qualcosa che è capitato di recente con lo Statuto della Catalogna. A favore dell’apertura del dossier della riforma costituzionale gioca una mappa di forze parlamentari tutte in grado di avere un peso sufficiente per determinare il nuovo patto comune, ma nessuna sufficiente a conformarlo a sua immagine. Sono molto ben rappresentate le tre fratture fondamentali: bipolarismo classico e partiti emergenti; centralisti e regionalisti; destra e sinistra. I partiti emergenti sono entrati con forza, ma i partiti classici persistono. Questo spingerà alla riforma del sistema elettorale, con una migliore rappresentanza, ma anche alla ricerca di nuovi modi per garantire la governabilità. In Italia, dove hanno sofferto come nessuno l’instabilità dei governi, l’hanno raggiunta con l’introduzione di un secondo turno. Inoltre, le forze regionaliste potranno svolgere un ruolo primario, ma vi sono saldi contrappesi nel successo delle forze emergenti nei loro territori. E ‘un’opportunità per uscire dalla stagnazione verso Catalunya. Inoltre, la leggera maggioranza sociale verso sinistra spingerà ad una correzione più sociale rispetto ai diritti fondamentali sociali. Sarebbe un processo politico che darebbe ruolo politico a tutti gli attori politici.

Il lettore può pensare che sto facendo di necessità virtù. Assomiglia di più alla clausura dei cardinali per costringerli fuori dall’impasse così frequente nelle elezioni papali. E il famoso caso di Viterbo dove, dopo la morte di Clemente IV (1268) si dovettero rinchiudere i cardinali nel palazzo vescovile. Ma non era abbastanza. Così, dopo quasi tre anni di sede vacate, senza accordo, i suoi abitanti, disperati, decisero di non fornire cibo agli elettori, tranne pane e acqua. I cardinali, allora si affrettarono a eleggere Gregorio X. Questa volta i cittadini hanno messo i partiti in una trappola da cui non si può sfuggire. La riforma della Costituzione, sì o sì. Il dialogo e l’accordo, sì o sì

Già consigliere della vice-presidenza del Governo del Psoe e già coordinatore nazionale dei Cristianos socialistas del Psoe

Traduzione da “El Correo” di Stefano Ceccanti

 

andoin spagna

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