Massimo Bordin su “Il Foglio”

Dibattito post natalizio sul potere di grazia del presidente della Repubblica

Dibattito post natalizio fra costituzionalisti sul potere di grazia del presidente della Repubblica. Il professore Gaetano Azzariti, sul Manifesto, critica garbatamente il presidente Mattarella ricordandogli una sentenza della Consulta pubblicata quando Mattarella ne faceva ancora parte. Sentenza in cui la grazia presidenziale viene riferita esclusivamente a “motivi umanitari”. Motivi che nel caso dell’ex capo centro della Cia, recentemente graziato per la nota vicenda vicenda Abu Omar, sicuramente non ricorrono. Non motivi umanitari ma una saggia ragione di Stato è alla base della grazia presidenziale, ha replicato il professore Stefano Ceccanti dalle colonne dell’Unità, pur senza polemizzare direttamente. Della vicenda di Abu Omar qua si è già parlato e che la ragion di Stato c’entri, nella grazia concessa, mi pare innegabile. Ma il problema che solleva Ceccanti è forse più ampio, quando scrive “Negare l’esistenza di un qualsiasi spazio alla ragion di Stato significherebbe mettere il potere giudiziario nel ruolo di ‘dominus’ dei rapporti internazionali”. Ecco, devo parlarne con i miei amici radicali. Va bene il “diritto alla conoscenza”, “le massime magistrature internazionali e lo stato di diritto”. Ma se poi si incarnano in Ingroia e Scarpinato?
Massimo Bordin da “Il Foglio”

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