Unioni civili. il mio pezzo sul quotidiano nazionale di oggi

Un problema solo politico

di Stefano Ceccanti

Il problema di trovare un accordo ampio sulle unioni civili è politico, non costituzionale: devono concordare una soluzione coloro per i quali le unioni sono una tappa verso il matrimonio e coloro che vogliono le unioni come soluzione definitiva. L’accordo è diventato necessario sin da quando la Corte nel 2010 ha detto che un’assenza di legge per le coppie stabili di persone omosessuali viola l’articolo 2 della Costituzione, nonostante che la piattaforma del family day, ignorando questa giurisprudenza vincolante, pretenda ancora di escludere qualsiasi legge. L’accordo deve consentire a ciascuno di mantenere sullo sfondo le proprie coerenze senza poterle imporle agli altri. Per questa ragione politica è anche possibile che, come spesso accade, specie quando c’è di mezzo il voto segreto, il testo possa alla fine risultare agli occhi di molti non del tutto coerente, ma non ci sono scorciatoie facili.

Tirare in ballo la costituzionalità non è semplice e sembra per lo più il riflesso di posizioni di merito: nel senso che ciascuno, come accade spesso, tende a dire che le opinioni che non condivide non sarebbero solo sbagliate ma anche incostituzionali. Ad esempio: cosa dire di sensato sulle adozioni interne alla coppia, il nodo politico più difficile, su cui sin qui la Corte non ha mai affermato niente? Peraltro i tribunali ordinari hanno già in vari casi ammesso le coppie stabili omosessuali alle adozioni. Cosa dire poi dei richiami agli articoli del codice civile sulla famiglia che erano molti all’inizio ma che sono quasi del tutto scomparsi dalla prima alla quarta versione del testo? Si può fare sempre di più e meglio per distinguere, ma a questo punto più per opportunità che per costituzionalità. In realtà le due sentenze più importanti della Corte sono a maglie abbastanza larghe e, quindi, sono interpretate in modi diversi. Per un verso dicono che non ci può essere un’equiparazione secca tra unioni civili (fondate sull’articolo 2, sull’importanza delle formazioni sociali che innervano la società e rafforzano i legami reciproci tra le persone) e famiglia fondata sul matrimonio (che ha una protezione particolare sulla base dell’articolo 29), per altro verso, però, se la legge stabilisse tutele molto diverse la Corte italiana, ed anche quella di Strasburgo, potrebbero anche censurare quelle differenze perché discriminatorie, irragionevoli. Insomma il legislatore si deve muovere saggiamente dentro un conflitto politico senza eccedere nell’usare la Costituzione a favore proprio e contro gli altri.

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