La riforma costituzionale e la sua implementazione

Roma, 29 febbraio Camera dei Deputati

Intervento di Stefano Ceccanti

Confermato dall’analisi comparata che la riforma ha un chiaro imprinting che ci colloca nella normalità delle grandi democrazie, siamo chiamati a riflettere su:

quali sono tra gli adempimenti successivi alla riforma non autoapplicativi quelli al tempo stesso urgenti (da varare prima del 2018) e prioritari?

  1. 57.6 è esplicitamente urgente e credo anche prioritaria la legge elettorale del Senato, per me soprattutto per inserire come primi degli eletti i Presidenti di regione. Quanto al timing vi sono due ipotesi in campo, ciascuna con pro e contro: a- la norma transitoria dovrebbe far partire tutti allo stesso modo nel 2018, però varrebbe la pena di fare presto la norma a regime b-varando la definitiva subito dopo la riforma, le prime regioni che votano potrebbero usare subito la definitiva saltando la transitoria.
  2. 64.2 è solo implicitamente urgente per me ma anche prioritaria nei Regolamenti la precisazione dei diritti delle minoranze in entrambe le Camere e di quelli dei gruppi di opposizione alla Camera. Ciò richiede però, prima delle attribuzioni, di chiarire la logica di costituzione dei gruppi.

Alla Camera si dovrebbe privilegiare il criterio politico su quello numerico: tutte le liste in grado di superare lo sbarramento del 3% dovrebbero poter costituire un gruppo; al contempo però dovrebbe essere impedita la formazione di gruppi in corso di legislatura. Utilizzando il termine di opposizione al plurale non è chiara la differenza rispetto alle minoranze. Il criterio potrebbe essere questo: le opposizioni sono i gruppi che votano contro la fiducia iniziale; le minoranze i gruppi che votano la fiducia diversi dal maggiore e i gruppi per così dire agnostici alla linea di frattura maggioranza/opposizione. I gruppi possono comunque dichiarare in corso di legislatura un mutamento della propria collocazione; non fa comunque testo il voto sulle fiducie tecniche perché esso può essere motivato anche solo da un assenso su quello specifico intervento.

Al Senato, in assenza di un dato oggettivo e di fronte al rinnovo parziale, il modello dovrebbe essere volontaristico: sono minoranze coloro che dichiarano di esserlo: l’esistenza del concetto di minoranze esclude però la formazione di gruppi ad esclusiva base territoriale.

Sulle prerogative dei gruppi di opposizione alla Camera bisognerebbe distinguere il gruppo corrispondente alla lista che è andata al ballottaggio rispetto agli altri. Al capogruppo di questo andrebbe dato un tempo maggiore rispetto agli altri, equivalente in Aula e in Commissione al Presidente del Consiglio (e ai deputati da lui indicati rispetto ai ministri). A tutti dovrebbero essere garantiti nella programmazione tempi su testi legislativi che giungano in aula nella formulazione voluta dai gruppi di opposizione. L’ordine delle dichiarazioni di voto dovrebbe essere: gruppi minoritari, gruppo di maggioranza, gruppi di opposizione a partire dal più piccolo.

Questo schema generale dovrebbe però avere una certa flessibilità perché soprattutto al Senato (ma talora anche alla Camera) non si possono escludere maggioranze variabili su temi specifici. Il relatore di minoranza su un testo potrebbe essere di opposizione e viceversa.

  1. 71.3 è espressamente urgente e credo anche prioritario (anche perché la legge elettorale non parlamentarizza tutte le minoranze) precisare nel Regolamento Camera i termini della discussione e della deliberazione delle proposte popolari: tali termini possono essere rigidi in Commissione, per l’Aula possono andare con tempi definiti solo qualora approvati in Commissione
  2. 72.6 Il richiamo espressamente urgente (e credo anche prioritario) alla modifica del Regolamento Senato in connessione col 70 non pone tanto problemi sui tempi (il 70 e il Regolamento attuale precisano già abbastanza bene i termini, quanto piuttosto pone il problema del tipo e della quantità di commissioni che si intendano costituire: un’unica filtro per il procedimento legislativo? O, meglio, quattro commissioni che corrispondano alle tipologie del 70 (paritarie, prevalenza standard Camera, prevalenza a maggioranza assoluta, ddl ex art 81? O altro ancora? Comunque non nel numero odierno e con equilibri anche territoriali.

Invece l’importantissima corsia preferenziale del 72 u. c., pur in presenza di un’urgenza esplicita, a me sembra comunque autoapplicativa: qualche adattamento del Regolamento, richiamato dal testo, può essere opportuno.

Lascia un commento

Archiviato in diario

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...