Tredicesima lezione di diritto parlamentare @ScipolParliament

 

 

La lezione di oggi è stata tenuta dal Dott. Mauro Mascia, specializzato nel diritto dell’Unione Europea. Attualmente assistente parlamentare di un membro della XIV Commissione, Politiche dell’Unione Europea.

A differenza delle altre commissioni, la 14ª nasce solo nel 2003, in precedenza i lavori di questa commissione erano svolti da una Giunta, di solo carattere consultivo fin dal 1968.

 

Fin dal Trattato di Amsterdam del 1997, rilevante è stato il tentativo delle istituzioni europee di colmare il deficit democratico percepito nei Paesi Membri. Col trattato di Lisbona il ruolo dei parlamenti nazionali è divenuto centrale nella produzione del diritto Ue. In questo modo l’Unione ha cercato di legittimare le sue scelte. Da qui l’esigenza di collegare Ue a parlamenti nazionali.

 

La commissione Politiche dell’Unione Europea presenta alcune specificità atipiche rispetto alle altre commissioni permanenti.

 

1) Composizione. Ogni membro della 14ª commissione deve essere membro anche di un’altra commissione. Non possono mancare membri delle commissioni Affari Costituzionali, Esteri e Bilancio. Questo è determinato dall’eterogeneità delle materie trattate.

 

2) Funzioni. Si esplicano in due fasi. La fase ascendente e la fase discendente: la prima  prevede lo studio e l’emissione di pareri su tutta la documentazione che sopraggiunge dalla Commissione Europea. Per il relatore questa è la fase più interessante perché consente alla Commissione di elaborare e approfondire le tematiche. È la fase che prevede che le scelte siano di natura più politica che tecnica. Sempre in questa fase è compito della Commissione, come previsto dal trattato TFUE dopo Lisbona, la verifica dei principi di sussidiarietà e proporzionalità delle norme europee. Importante è la valutazione del principio di proporzionalità, in quanto sancisce come l’Ue non possa andare oltre una certa soglia necessaria al fine di raggiungere l’obbiettivo previsto dalla normativa in costruzione (questo è il cosiddetto “processo Barroso”). La seconda fase, cosiddetta discendente, prevede il recepimento del diritto comunitario. In Italia si traduce nella legge n. 234 del 2012 (ex legge Buttiglione) adeguata al trattato di Lisbona. La legge è stata sdoppiata in legge di delegazione europea, con lo scopo di spiegare con quali strumenti le leggi europee entrano nel nostro Paese. Viene presentata a cadenza semestrale dal governo, questa legge non è solo tecnica ma ha una natura prettamente politica. La seconda è la legge Europea che interviene in casi specifici sull’ordinamento italiano.

 

3) Collegamento con l’esterno. Uno dei compiti della 14ª commissione è quello di mantenere rapporti con le istituzioni europee e gli altri parlamenti nazionali.

 

Vista la vastità di provvedimenti che necessitano di passare per la commissione in questione, al fine di rendere più fluido il lavoro, vengono istituite dalla presidenza della commissione diverse sottocommissioni. Inoltre sono previste commissioni congiunte o riunite per affrontare temi molto ampi. Le eventuali commissioni congiunte con altre commissioni permanenti variano in base alla natura dell’atto da studiare.

 

Nello specifico abbiamo analizzato il resoconto della commissione congiunta (3ª, 4ª e 14ª) sull’analisi dell’atto europeo dal titolo “Una strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell’Unione Europea.”

 

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