Archivi del giorno: 09/04/2017

L’Eta consegna le armi a 40 anni dalla legalizzazione del Pce

Per una curiosa coincidenza quasi perfetta l’Eta ha fatto ritrovare suo arsenale il giorno prima di una ricorrenza chiave della storica politica spagnola.

Il 9 aprile 1977, facendo seguito a intese informali stabilite col Presidente del Consiglio Suarez, e in piene vacanze pasquali (era il Sabato Santo) veniva legalizzato il Partito Comunista spagnolo, il cui leader Santiago Carrillo aveva garantito la lealtà alla democrazia parlamentare e alla stessa monarchia. Era il segno dell’irreversibilità della Transizione: per la prima volta il Governo osava prendere una decisione contro i vertici militari. Il rumore di sciabole si manifestò poi a distanza, nel 1981, col tentato golpe di Tejero, ma ormai il radicamento della democrazia era cosa fatta Di lì a due mesi da quella svolta storica il libero voto degli spagnoli nelle prime elezioni democratiche del 15 giugno 1977 diede però stabilmente al Partito Socialista il primato nella sinistra: la proposta eurocomunista, non più legata all’Urss ma ancora non socialdemocratica, si rivelava non convincente.

Suscitava simpatia per la persecuzione, ma i voti di sinistra andavano a Felipe Gonzalez.

Anche nel caso odierno la democrazia rivela la sua capacità integrativa. L’Eta (acronimo per Terra Basca e Libertà) sorge in opposizione all’indipendentismo classico di matrice democristiana del Partito Nazionalista Basco che aveva appoggiato pur da posizioni moderate il Fronte Popolare e che era stato represso da Franco (non a caso il Pnv è uscito dal Ppe per reazione all’ingresso del Pp spagnolo, che rappresenta in larga parte l’evoluzione democratica del franchismo). L’Eta declinò invece l’indipendentismo in chiave marxista-leninista-terzomondista ispirandosi alla Rivoluzione cubana, agli indipendentisti algerini e al maoismo cinese (con l’idea di identificazione tra liberazione nazionale e sociale). Ora, finché l’Eta si trovò di fronte un Regime autoritario e centralista poté godere di un certo consenso perché il parallelismo con le lotte di liberazione in altri Paesi poteva sembrare fondato ad alcuni settori di opinione. Invece dalla stabilizzazione della democrazia e dello Stato regionale nonché dall’apparizione del terrorismo islamista l’Eta è apparsa sempre più un gruppo autoreferenziale che sopravviveva stancamente a se stesso senza più reali consensi nella società.

Forse la democrazia non è così debole come spesso siamo portati a credere.

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