Il voto sul Ceta e il dibattito politicistico sulle coalizioni

La notizia più importante di ieri la trovate molto nascosta nei quotidiani. La Commissione Esteri del Senato ha votato sul Trattato Ceta sottoscritto dalla Ue, votazione che ha trovato consentaneo in Canada il Presidenet Mattarella con un importante discorso.
Cosa è il Ceta ve lo spiega qui Elisa Fiippi:
Alla fine di questo post trovate i due resoconti di Commissione.
Ora, del tutto coerentemente coi loro presupposti nazional-sovranisti, Lega, M5s e sinistra Italiana hanno votato contro e Mdp non ha partecipato al voto.
Il dibattito sulle coalizioni a livello nazionale, sulle leggi elettorali, sulle unità da ricostruire, sul “riformismo radicale”, sulle primarie, sulle leadership non dovrebbe partire da qui? Se si vota in modo difforme su una scelta del genere connessa all’Unione europea (è un Trattato della Ue) ci si potrebbe presentare insieme davanti agli elettori anche qualora la legge desse un premio alle coalizioni? Votazioni del genere si ripetono a livello nazionale in ogni legislatura. Le alleanze in comuni e regioni non hanno questi problemi. Si può sostenere il maggioritario a livello nazionale se esso si traducesse in un imbroglio agli elettori? Vedo invece tanto politicismo da corazzata Potemkin. Era tutto scritto domenica da Sergio Fabbrini sul Sole a cui rinvio per completezza.
Poi si può far finta di niente, ma i problemi ritornano, al netto di pregi e difetti dei vari leaders che sono tali se non eludono queste evidenze

Legislatura 17ª – 3ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 141 del 21/06/2017

 

AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE    (3ª)

MERCOLEDÌ 21 GIUGNO 2017

141ª Seduta

Presidenza del Presidente

CASINI

            Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale Della Vedova.

 

La seduta inizia alle ore 15.

 

 

IN SEDE REFERENTE

(2849) Ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi: a) Accordo di partenariato strategico tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Canada, dall’altra, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016; b) Accordo economico e commerciale globale tra il Canada, da una parte, e l’Unione europea e i suoi Stati membri, dall’altra, con Allegati, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016, e relativo strumento interpretativo comune

(Seguito dell’esame e rinvio)

 

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 13 giugno.

 

 

Il presidente CASINI informa che sul disegno di legge in esame sono stati presentati un ordine del giorno, a firma del senatore Lucidi, e 6 emendamenti, tutti a prima firma del senatore De Cristofaro (pubblicati in allegato).

 

Il presidente CASINI dichiara tali emendamenti inammissibili, perché intervengono tutti sull’articolo 2 del disegno di legge, cioè sull’ordine di esecuzione dei due trattati con il Canada. Ricorda infatti che – fermo restando ovviamente per il Parlamento la possibilità di respingere l’accordo internazionale nel suo complesso – i margini dell’intervento emendativo, in sede di autorizzazione alla ratifica, sono molto ridotti. La prassi costante – e condivisa da entrambi i rami del Parlamento – esclude in particolare che si possa intervenire sull’ordine di esecuzione, perché in questo modo si interverrebbe in maniera unilaterale sul contenuto  di un testo che è frutto – nella sua interezza – di un accordo internazionale. Ciò vale sia nel caso in cui si proponga di selezionare le parti dell’Accordo che entrano in vigore e le parti che non entrano in vigore (come nel caso degli emendamenti 2.1 e 2.2), sia nel caso in cui si proponga di subordinare l’esecuzione dell’Accordo a modifiche del suo contenuto (come nel caso dei restanti emendamenti).

 

Riprende la discussione generale.

 

Il senatore GIROTTO (M5S) sottolinea che l’approvazione dell’Accordo in esame provocherà conseguenze sfavorevoli per le imprese italiane, soprattutto per quelle del settore alimentare, che hanno uno svantaggio competitivo costituito dalla necessità di rispettare norme più stringenti a tutela della salute.

 

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-SI-SEL) esprime apprezzamento per lo svolgimento delle audizioni, che però hanno evidenziato molti aspetti critici dell’Accordo in esame. Tali rilievi sono stati espressi non da esponenti del movimento anti globalizzazione ma da soggetti rappresentativi di vari settori della realtà produttiva italiana. Sottolinea che gli emendamenti presentanti, dichiarati non proponibili, avevano anche un significato di carattere politico, cioè segnalare la necessità di un ulteriore approfondimento della discussione sul testo. Non ritiene assolutamente comprensibile la necessità di un’accelerazione del percorso di approvazione parlamentare.

 

La senatrice DONNO (M5S) critica lo scarso ruolo dei Parlamenti nazionali nella definizione dei termini dell’Accordo, che solleva le maggiori perplessità nel settore agroalimentare. La normativa canadese consente infatti l’utilizzo di sostanze che sono proibite nell’ordinamento italiano, come evidenziato dai recenti casi di sequestri da parte delle nostre autorità di prodotti agricoli provenienti proprio dal Canada.

 

La senatrice DE PIETRO (Misto-FdV) ricorda che il sistema di risoluzione delle controversie previsto nell’Accordo consente di fatto alle aziende di violare le norme degli ordinamenti nazionali. In tal modo gli interessi degli investitori sono fortemente tutelati, a discapito dell’interesse pubblico. Rileva inoltre che non vi sono effettive garanzie a favore della tutela dei diritti umani, nel caso di contrasto con le norme di natura commerciale.

 

Il senatore PETROCELLI (M5S) ricorda la necessità di un esame attento e scrupoloso dei provvedimenti in esame, come assicurato dal Presidente Grasso ai rappresentanti di associazioni sindacali, ambientaliste e dei consumatori, in un recente incontro. Riconosce che la discussione finora svolta in Commissione sia stata accurata, anche grazie all’accoglimento della proposta del Gruppo Movimento 5 Stelle di svolgere un ciclo di audizioni. Evidenzia che le critiche all’Accordo non derivano da preconcette posizioni anti-globalizzazione, ma da una valutazione dei suoi molti aspetti critici. Si tratta infatti di un trattato, come evidenziato da tutti i soggetti auditi, non più al passo dei tempi e non corrispondente alle esigenze delle moderne economie.

 

Il senatore Luigi MARINO (AP-CpE-NCD) esprime un giudizio positivo sull’Accordo, che rappresenta complessivamente un vantaggio per il sistema economico italiano, in particolare in ambito manifatturiero e sul lato delle esportazioni. Gli aspetti problematici emersi nel corso del dibattito, relativi solo ad alcune componenti del comparto agroalimentare, e che pure sono meritevoli di attenzione, hanno origine, più che dall’Accordo in esame, dalla scarsa tutela assicurata in passato dall’Italia a questo settore, nell’ambito delle politiche agricole dell’Unione europea.

 

Il senatore MICHELONI (PD) critica la valutazione del senatore Petrocelli secondo cui tutti i soggetti auditi avrebbero espresso una opinione contraria all’Accordo. Ricorda che vi sono stati molti interventi favorevoli, da parte di rappresentanti di diversi settori produttivi. Pur esprimendo una posizione favorevole al provvedimento, ritiene tuttavia utile che il Governo, nel corso dell’esame in Assemblea, possa chiarire alcune delle questioni sollevate, soprattutto in tema di sicurezza alimentare e di garanzia dell’indipendenza dei giudici chiamati a risolvere le controversie.

 

La senatrice GIANNINI (PD) concorda con il giudizio positivo, già espresso da diversi senatori, sul ciclo di audizioni condotto dalla Commissione, anche per la pluralità delle opinioni espresse. Associandosi alle richieste di puntualizzazione formulate dal senatore Micheloni, ribadisce comunque la sua valutazione positiva del provvedimento.

 

Il senatore CORSINI (Art.1-MDP) esprime apprezzamento per le audizioni che sono state svolte, che pure hanno sollevato alcuni rilievi critici. Pur sottolineando che il proprio Gruppo non ha una posizione pregiudizialmente contraria al provvedimento in esame, ritiene necessario che, prima della votazione conclusiva, il Governo chiarisca i diversi punti critici emersi.

 

Il sottosegretario DELLA VEDOVA ricorda che l’attribuzione all’Unione europea della competenza esclusiva di politica commerciale è una conseguenza inevitabile dell’instaurazione di un mercato unico europeo. Sottolinea che l’accordo in esame presenta particolare aspetti positivi per il nostro Paese, in particolar modo nel settore agroalimentare e per la tutela del made in Italy. Ricorda che una parte consistente delle sue previsioni, circa l’80 per cento del totale, sono già in una fase di esecuzione provvisoria, in attesa del completamento delle procedure di ratifica da parte dei Parlamenti nazionali.

 

Il presidente CASINI dichiara chiusa la discussione generale.

 

Si passa all’esame dell’ordine del giorno G/2849/1/3.

 

Il senatore LUCIDI (M5S) illustra l’ordine del giorno, esprimendo una critica al carattere eccessivamente ampio dell’Accordo con il Canada, che, peraltro, rischia indirettamente di produrre effetti anche nei confronti degli Stati Uniti. Ricorda che il Canada ammette l’uso di sostanze proibite nell’Unione europea e che l’Accordo concede protezione a un numero troppo limitato di denominazioni protette italiane. Chiede pertanto che il Governo, in fase di implementazione del Trattato si impegni a svolgere azioni volte a tutelare tutta la produzione agroalimentare italiana, in particolare modo quei prodotti che non sono attualmente tutelati.

 

Il relatore SANGALLI (PD) condivide l’impegno richiesto al Governo nella parte dispositiva dell’ordine del giorno appena illustrato, che pure nelle sue premesse contiene valutazioni criticabili. Ricorda che l’Italia ha ottenuto la tutela del più alto numero di indicazioni geografiche di provenienza tra i Paesi dell’Unione europea e che la regolamentazione canadese in materia sanitaria e di sicurezza alimentare non è meno rigorosa di quelle italiana ed europea.

 

Il sottosegretario DELLA VEDOVA ricorda che i negoziati per la stipula dell’Accordo con il libero commercio con il Canada sono stati avviati prima di quelli per l’Accordo con gli Stati Uniti (il cosiddetto TTIP). Pur esprimendo alcune perplessità sulle premesse dell’ordine del giorno in discussione, dichiara il suo accoglimento da parte del Governo, a condizione che, nella parte dispositiva, il riferimento ai “marchi” venga sostituito soprattutto per una questione di precisione terminologica, con un riferimento alle “denominazioni protette”. Le indicazioni geografiche rappresentano infatti una forma di tutela che è all’antitesi del concetto di marchio. Tale tutela è estremamente importante per l’Italia, anche in previsione di ulteriori accordi commerciali che saranno stipulati dall’Unione europea.

 

Il senatore LUCIDI accetta la riformulazione dell’ordine del giorno G/2749/1/3 (testo 2), pubblicato in allegato, che viene dunque accolto.

 

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

 

 

AFFARI ESTERI, EMIGRAZIONE    (3ª)

MARTEDÌ 27 GIUGNO 2017

142ª Seduta

Presidenza del Presidente

CASINI

            Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale Amendola.

 

La seduta inizia alle ore 13.

 

IN SEDE REFERENTE

(2849) Ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi: a) Accordo di partenariato strategico tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Canada, dall’altra, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016; b) Accordo economico e commerciale globale tra il Canada, da una parte, e l’Unione europea e i suoi Stati membri, dall’altra, con Allegati, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016, e relativo strumento interpretativo comune

(Seguito e conclusione dell’esame)

 

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 21 giugno.

 

Il senatore LUCIDI (M5S), considerata l’importanza del provvedimento in esame, che è fortemente contestato da una larga parte del Paese, chiede che la Commissione possa svolgere alcune ulteriori audizioni, in particolare per approfondire la questione, recentemente sollevata sugli organi di stampa, della forte presenza della ‘ndrangheta in Canada. Proprio alla luce di tale situazione, infatti, l’approvazione dell’Accordo, che comporta un possibile aggiramento della normativa antimafia italiana, è assolutamente da evitare, anche perché non vi sono accordi di cooperazione giudiziaria tra l’Italia e il Canada.

 

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-SI-SEL) concorda con la proposta avanzata dal senatore Lucidi, che favorirebbe un esame più accurato di un provvedimento che solleva fondate critiche. Non vi sono peraltro ragioni per cui l’Italia sia il primo Paese europeo a ratificare l’Accordo.

 

La Commissione non accoglie la proposta del senatore Lucidi.

 

Si passa quindi alle dichiarazioni di voto.

 

La senatrice FATTORI (M5S), preannunciando il voto contrario del proprio Gruppo, sottolinea che l’Accordo in esame rappresenta una totale deregulation nei rapporti commerciali, che mette in discussione le normative sociali ed ambientali vigenti in Europa e rischia di favorire le organizzazioni mafiose. L’approvazione del provvedimento avrebbe un effetto devastante per le aziende agricole italiane, che sarebbero costrette a confrontarsi, in condizioni di svantaggio competitivo, con le aziende canadesi, molto più grandi e sottoposte a minori adempimenti normativi. Il provvedimento favorirebbe inoltre l’ingresso in Europa di sostanze tossiche, utilizzate ampiamente nell’agricoltura canadese, in particolare per il grano e per le carni. Grande preoccupazione viene poi espressa anche nei confronti del meccanismo di risoluzione delle controversie previsto dal Trattato, che favorisce le multinazionali a scapito degli Stati.

 

Il senatore TOSATO (LN-Aut), preannunciando il proprio voto contrario, ricorda che la ratifica del provvedimento in esame non deve essere considerata una scelta obbligata, anche perché in tutta Europa è aperto un dibattito sulla sua effettiva utilità. L’approvazione del testo comporterebbe gravi danni per le produzioni di qualità italiane, soprattutto nel comparto agroalimentare.

 

Il senatore TREMONTI (GAL (DI, GS, MPL, RI)), preannunciando il proprio voto contrario, segnala che l’Accordo in esame non tiene conto degli importanti cambiamenti intervenuti nelle dinamiche del commercio internazionale, rispetto al quale gli Stati danno sempre maggiore attenzione ai principi del mutuo beneficio e alla necessità di costruire condizioni di commercio non solo libere ma anche eque, come emerso nelle conclusioni del recente Vertice del G7 di Taormina. Sottolinea che l’Accordo in esame non corrisponde agli interessi dell’Unione europea e dei suoi Stati membri, così come non vi corrispondeva il trattato di libero scambio con gli Stati Uniti (cosiddetto TTIP), i cui negoziati sono stati fortunatamente sospesi, per volontà di entrambe le parti.

 

Il senatore DE CRISTOFARO (Misto-SI-SEL), condividendo le opinioni dei colleghi appena intervenuti, dichiara il proprio voto contrario al provvedimento. L’Accordo mette infatti a rischio le piccole e medie imprese italiane, che non possono competere ad armi pari con le imprese canadesi. Ricorda che i Parlamenti degli altri Paesi dell’Unione europea stanno compiendo un esame approfondito e critico del provvedimento, prestando attenzione alle mobilitazioni sociali, e attivando anche meccanismi di verifica di costituzionalità, come ad esempio in Francia. Sottolinea che l’opposizione al provvedimento, in Italia come negli altri Paesi, non è composta solo da chi si oppone alla globalizzazione finanziaria, ma anche da un vasto schieramento di settori produttivi.

 

Il senatore MALAN (FI-PdL XVII) sottolinea che le perplessità che il provvedimento suscitava all’inizio del suo esame parlamentare sono state in gran parte superate, anche grazie alle audizioni che si sono svolte in Commissione. Ritiene tuttavia utile mantenere una grande attenzione su alcuni aspetti critici, come il sistema di risoluzione delle controversie e le possibili ripercussioni sui rapporti commerciali con gli Stati Uniti. Su questi temi ritiene utile un chiarimento da parte del Governo, prima del voto conclusivo in Assemblea. Preannuncia comunque il voto favorevole del proprio Gruppo, in analogia con il voto favorevole espresso dal Partito Popolare Europeo al Parlamento europeo.

 

Il relatore SANGALLI (PD) critica la valutazione secondo cui l’esame in Commissione sarebbe stato frettoloso e poco accurato, rimarcando invece l’importanza delle audizioni svolte, che hanno fornito una pluralità di opinioni. Sottolinea che l’Italia avrebbe molti vantaggi dall’approvazione del Trattato, ad esempio nel settore delle infrastrutture, anche in vista dei consistenti investimenti previsti in questo ambito, nei prossimi anni, in Canada. Ricorda che il giudizio delle associazioni rappresentative del comparto agroalimentare è diversificato, perché molte associazioni di categoria sono favorevoli al Trattato, tra cui quelle che rappresentano le indicazioni geografiche di provenienza dei prodotti alimentari. Ricorda che, contrariamente a quanto sostenuto da alcuni colleghi, tra Italia e Canada sono in vigore sia un Trattato di assistenza giudiziaria che un Trattato di estradizione e che due Paesi dell’Unione europea hanno già provveduto alla ratifica dell’Accordo. Ritiene che il Canada rappresenti un partner economico e commerciale molto affidabile, oltre che in notevole crescita economica. Tale circostanza è particolarmente significativa per un Paese come l’Italia, il cui sistema produttivo è fortemente orientato alle esportazioni e che con il Canada vanta un significativo surplus nella bilancia commerciale. Preannuncia quindi il voto favorevole del proprio Gruppo.

 

Il senatore MONTI (Misto), concordando con le argomentazioni appena espresse dal senatore Sangalli, preannuncia il proprio voto favorevole. Ricorda che l’Accordo in esame è frutto di negoziati condotti con particolare attenzione e approfondimento, e che la ratifica dei Parlamenti nazionali rappresenta un’ulteriore garanzia di condivisione del provvedimento. Ricorda che il Parlamento europeo si è già espresso a grande maggioranza sull’Accordo, con il voto favorevole dei tre principali gruppi politici. Fa presente che la ratifica dell’Accordo con il Canada costituisce una scelta strategica di grande importanza per sostenere gli scambi commerciali internazionali, in un contesto molto difficile, caratterizzato dall’uscita del Regno Unito dall’Unione europea e dal rafforzarsi in molti Paesi, a cominciare dagli Stati Uniti, di politiche protezionistiche.

 

Il presidente CASINI, verificata la presenza del numero legale, pone quindi ai voti il mandato al relatore Sangalli a riferire favorevolmente all’Assemblea sul disegno di legge in titolo, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale.

 

La Commissione approva.

 

 

La seduta termina alle ore 14,10.

Annunci

1 Commento

Archiviato in diario

Una risposta a “Il voto sul Ceta e il dibattito politicistico sulle coalizioni

  1. Sulla questione agroalimentare . Mi pare il nodo piu’ controverso. Ma ho altresi letto che l’accordo non vincola il Paese che vuole applicare norme sanitarie piu0 stringenti in ternmini di tutela dei consumatori sulla saluta ….

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...