Archivi del mese: gennaio 2018

Impegni elettorali di domani 1 febbraio:

16.30 San Miniato inaugurazione biblioteca comunale; ore 20 cena autofinanziamento Livorno Piazza Ferrucci 14 contributo minimo 15 euro prenotazioni 3347680876 con Andrea @AndreaOrlandosp @VeloSilvia @AndreaRomano9 @lorenzobacci

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Impegni elettorali del giorno 31 gennaio

h 13:30 – incontro con GD presso sede PD via Fratti, Pisa

h 15:00 – conferenza stampa con Cenni, Ciampi e Fedeli presso sede PD via Fratti, Pisa

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Stasera, Lugnano

30 gennaio

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30/01/2018 · 17:58

Selezione di articoli del giorno

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Sono candidato per il Pd nel collegio plurinominale Toscana 2 (Pisa-Livorno): qualche prima riflessione e ringraziamento

Per una curiosa e bella coincidenza mi trovo ad essere candidato nel giorno del mio compleanno. Sono infatti nato a Pisa il 27 gennaio 1961. La città dove sono cresciuto e mi sono laureato.
Scrivo solo qualche riga di getto, sperando di non omettere le tante cose importanti che ci sarebbero da dire. Ci sarà poi tempo per riflessioni più ampie e meditate.
In questo momento devo anzitutto tutti coloro che nel Partito Democratico hanno contribuito a farmi questo onore, che spero di saper meritare (non ci si sdebita mai abbastanza!), e coloro che vorranno darmi una mano in tutti i modi in cui potranno e devo ringraziare anticipatamente i miei familiari che mi vedranno un po’ di meno, specie nelle prossime settimane.
Stavolta, a differenza del 2008, quando fui mandato in modo piuttosto rocambolesco all’ultimo momento in Piemonte al Senato, dove sono stato poi accolto benissimo, specie grazie a coloro con cui condivido l’esperienza dell’associazione Libertà Eguale, sono candidato alla Camera in un luogo più naturale, nel collegio plurinominale Pisa-Livorno-Poggibonsi. Peccato che non possano stavolta essere con me, per seguirmi da vicino, i miei genitori che ho perso in questi anni e che erano nati in una famiglia contadina una bella zona del collegio, a Fabbrica di Peccioli, dove hanno vissuto fino alla fine degli anni ’50.
La Camera l’ho conosciuta da vicino dal primo aprile 1990, quando il professor Augusto Barbera, che avevo conosciuto al Comitato dei Referendum elettorali, mi ha chiamato a lavorare con lui, prima alla Commissione bicamerale per le questioni regionali di cui era presidente e poi alla Commissione bicamerale per le riforme De Mita-Jotti di cui era vice-presidente, in un’esperienza coinvolgente sul piano umano, culturale e politico, prima di iniziare la carriera universitaria. Non posso non ricordare anche la collaborazione col deputato Antonio Soda, purtroppo scomparso prematuramente qualche tempo fa, anche in quel caso umana, culturale e politica, che mi ha condotto per alcuni anni a scoprire altri aspetti importanti del lavoro parlamentare, in cui davvero non si finisce mai di imparare, in modo molto simile rispetto all’Università.
Sono un po’ dispiaciuto che, oltre ad altre persone con cui lavoro spesso, nel prossimo Parlamento non ci sia quello che considero una sorta di mio fratello maggiore, il senatore Giorgio Tonini, oggi Presidente della Commissione Bilancio, con cui lavoro sin dal 1981, quando mi chiamò a Roma per la presidenza nazionale della Fuci. Nella sua lettera in cui ha annunciato qualche giorno fa che non avrebbe chiesto la deroga ci ha ricordato che se tutti possiamo essere necessari, nessuno è indispensabile, almeno nel ruolo che ricopre pro tempore. Questo è un insegnamento prezioso perché il rischio, quando si entra in rapporto col consenso elettorale e oi ruoli istituzionali, è spesso quello di cadere in forme di delirio di onnipotenza, che non aiutano né sé stessi né gli altri. Dal suo insegnamento, come dagli esempi che ho visto di Barbera, Soda, di Enrico Morando con la sua pazienza pedagogica e tanti altri, cercherò di tenere fermo soprattutto l’equilibrio tra la convinzione nell’esporre le proprie idee (specie quelle sul rafforzamento dell’Unione europea, su cui tra qualche giorno uscirà un libro che riprenderà alcuni dei contenuti del recente convegno di Orvieto di Libertà Eguale con contributi di Fabbrini, Ferla, Funiciello, Ichino, Lattanzi, Leonardi, Morando, Napolitano, Petruccioli, Salvati, Tinagli, Tonini e Vassallo) e l’evitare gli eccessi di faziosità e di partigianeria. Ce n’è bisogno, credo, oggi più che mai.

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Dal programma del M5S scompare non solo il referendum sul’Euro, ma l’intera Ue: l’illusione autarchica

La cosa sconcertante del programma del M5S è che insieme al velo di silenzio sul referendum sull’Euro è sceso un generale silenzio su tutto ciò che è Europa e Unione Europea. Ciò che rende surreale l’elenco dei 20 punti, che sono un insieme di banalità (come diceva il mio caro amico Cesare Martino “Spesso ci si accontenta di ribadire che l’uomo è umano e che la democrazia è democratica”) e di promesse senza numeri su costi, è l’idea che essi si possano perseguire in una sorta di autarchia nazionale. Quindi il programma è strutturalmente anti-europeo anche se di Europa non vi è traccia. Si può dire che il M5S sembra aver tratto le conseguenze del programma del centrodestra che promette invece un (impossibile) “recupero di sovranità nazionale”, spacciandolo peraltro abusivamente come una copia del modello costituzionale tedesco, mentre la Groko tedesca ha come primo punto la costruzione di una nuova sovranità europea. E l’intervista odierna di Gentiloni al Foglio conferma che solo il Pd e la maggioranza di centrosinistra hanno l’impostazione giusta su questo, che è il problema decisivo.

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Il discorso di Schulz, l’ultimo discorso di Moro e la scoperta di un importante errore di trascrizione grazie a @RadioRadicale

Vedendo le sintesi del discorso di Schulz sul bivio tra responsabilità ed elezioni mi è venuto il mente il discorso di Aldo Moro ai gruppi parlamentari (recalcitranti) alla nuova intesa col Pci del 28 febbraio 1978. Radio Radicale ha per fortuna il merito di avere l’originale audio nel suo archivio. Perché è importante l’riginale? Perché il discorso che si trova trascritto on line al sito di storia della Dc è sbagliato nel punto decisivo, omettendo una “o”.

Questo è il file audio http://www.radioradicale.it/scheda/318554/il-governo-di-solidarieta-nazionale-intervento-di-aldo-moro-ai-gruppi-parlamentari-del

e il passaggio decisivo è al minuto 43.59.

Questa invece è la trascrizione:

http://www.storiadc.it/doc/1978_cgruppo_moro.html

 

Il passaggio decisivo è questo:

“Io credo che dobbiamo domandarci sempre di fronte anche ai grandi fatti politici, che non sono regolati dalla pura convenienza (io non credo che la politica si pura convenienza, ha coefficienti di convenienza ma non è pura convenienza; la politica è anche ideale): di fronte a questa situazione vogliamo fare della testimonianza, cioè una cosa idealmente apprezzabile, rendere omaggio alla verità in cui crediamo, ai rapporti di lealtà che ci stringono al Paese, (NOTA: qui manca la o, inserendola , si capisce che è il bivio tra due scelte opposte: testimonianza versus responsabilità) o vogliamo promuovere una iniziativa coraggiosa, una iniziativa che sia misurata, che sia nella linea che abbiamo indicato e sia pure nelle condizioni nuove nelle quali noi ci troviamo?

Ecco, ad un amico, nel corso di un piccolo cenacolo che ha avuto il pregio di svolgersi nella più assoluta discrezione (fatto più unico che raro nella politica italiana), il quale mi chiedeva: si va elle elezioni, bisogna fare le elezioni come testimonianza? Ho risposto: questa è certo la cosa più pulita, risponde ad una coscienza cristallina. Ma se dovessi guardare alla difesa, che pur tocca a noi, di alcuni interessi, non grandi interessi, ma i normali, i legittimi interessi di 14 milioni di elettori, se dovessi scegliere per quanto riguarda la loro integrità, ecco, io avrei qualche esitazione (non ho scelto, non scelgo, dico avrei dell’esitazione) a scegliere la via della testimonianza.”

 

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